Sandro Sabatini critica la Fiorentina a Radio Sportiva: mercato da Fantacalcio, retroscena sull'esonero di Grosso e il ritorno di Vanoli
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Il convulso avvio di stagione della Fiorentina, segnato dal ribaltone in panchina con l'addio a Fabio Grosso e il pronto ritorno di Paolo Vanoli, continua a sollevare accese polemiche. Intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva, il giornalista e opinionista Sandro Sabatini ha analizzato senza filtri la gestione societaria e la costruzione della rosa gigliata.
"Squadra da Fantacalcio: andava data continuità al lavoro di Vanoli"
Sabatini ha espresso forti perplessità sulle logiche con cui la dirigenza ha allestito l'organico nel corso della sessione estiva: "La Fiorentina è una squadra fatta come per il Fantacalcio: vedi dei giocatori che ti piacciono e li prendi. Valdepenas costa 1 e fa i cross... Ma le squadre di calcio non si costruiscono in questo modo. Si doveva ripartire dalla struttura della squadra che si era salvata e che aveva fatto bene con Vanoli nella seconda parte della scorsa stagione. Magari si poteva anche cambiare allenatore, ma bisognava ripartire da una situazione che si era stabilizzata nel girone di ritorno".
"Retroscena Grosso-Paratici e l'addio a Kean"
Riguardo alle motivazioni che hanno portato alla rottura lampo con Grosso, l'opinionista ha rivelato alcuni retroscena sui rapporti interni: "Qualcuno sostiene che sia stata una scelta di Grosso, altri di Commisso, altri ancora parlano di problemi di sintonia sul mercato tra Grosso e Paratici. Per quello che so io, Grosso veniva a conoscenza delle partenze dei giocatori soltanto quando era già tutto definito. Io personalmente non avrei cambiato Vanoli all'inizio: al massimo lo cambiavi tra 5 o 10 giornate e ti giocavi il jolly in corsa".
Infine, Sabatini si è soffermato sui singoli e sulle troppe aspettative create attorno ad alcuni nuovi innesti: "Ci si è messi in una serie di illusioni e ci sono cascato anche io. Oulai, ad esempio, è un doppione di Fagioli. Atta è un giocatore di valore, ma in carriera ha fatto venti partite sufficienti, dieci male e cinque buone. E poi vendi Kean: al di là dell'atteggiamento, con chi lo vai a sostituire? I gol lui li faceva comunque, tra una canzone e l'altra".
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